Viaggio a Rovereto, la capitale della Bitcoin Valley italiana

Rovereto si è consolidata come punto di riferimento europeo nell’adozione del Bitcoin. La sua “Bitcoin Valley” mostra come una comunità locale possa integrare l’innovazione tecnologica con il commercio tradizionale, diventando un modello per le piccole città.

Marco @ Comproeuro

Rovereto, cittadina trentina di circa 38 000 abitanti, è emersa come la “capitale” della Bitcoin Valley italiana, grazie alla concentrazione più alta di negozi che accettano Bitcoin nel Paese: ben 31 nella sola Rovereto, su oltre 950 totali in Italia, secondo Quibitcoin.it

Il progetto ebbe inizio nel 2012, quando Marco Amadori — informatico con esperienza alla Fondazione Bruno Kessler — introdusse il tema Bitcoin durante un TEDx. Quel primo esperimento lo portò, quattro anni dopo, a fondare una startup specializzata e ad aprire Comproeuro, una vetrina fisica dove acquistare o vendere Bitcoin, con un approccio orientato anche alla formazione.

Nel cuore di Rovereto, il negozio Comproeuro non è solo un punto di scambio: è un centro educativo sulla criptoeconomia, dove i clienti preferiscono la fiducia del contatto diretto rispetto agli scambi online. La procedura è semplice: si consegnano euro (min. 150 €) e si riceve in Bitcoin al “prezzo strada”, con un margine che copre i costi di transazione. Nel 2023 il volume era modesto, circa 200 transazioni con importo medio di 10 000 €; i clienti principali sono over 65 e la fascia 30–40 anni.

In città, numerose attività — ristoranti, hotel, negozi di abbigliamento, tabaccherie, perfino mense scolastiche — accettano pagamenti in Bitcoin, spesso incentivati con sconti tra il 10 % e il 22 %. Alcuni esercenti, inizialmente convertivano subito i Bitcoin in euro, ma in seguito si sono pentiti: “Avrei dovuto conservarli”, dicono.

Non mancano eventi sociali legati alla criptovaluta: ad esempio, al bar Le Radici si tiene il “Satoshi Spritz”, ritrovo della comunità cripto locale. Anche le transazioni personali avvengono: una commerciante ha pagato con Bitcoin la riparazione dell’auto.

Nonostante il successo, Amadori riconosce che si tratta ancora di un progetto sperimentale. Il nodo regolatorio rappresentato da MiCA — che potrebbe riclassificare Comproeuro come intermediario soggetto a una regolamentazione più stringente — è fonte di preoccupazione per la sua sostenibilità futura. Tuttavia, la sua convinzione resta salda: dopo quasi dieci anni, la Bitcoin Valley continua a crescere, grazie anche a iniziative come la “finestra Bitcoin” in vetrina, dove i passanti possono ricevere piccoli satoshi gratuiti via QR code, incoraggiando l’interesse cittadino

Articolo Originale in spagnolo: Cinco Días

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